15 giugno 2018

In attesa del Webb

Le meraviglie di Hubble… e oltre.

Il telescopio spaziale Hubble non ha smesso un giorno di stupirci, regalandoci meravigliose immagini dell’Universo. Nebulose planetarie, ammassi globulari, regioni di formazione stellare , galassie primitive e l’immagine forse più importante della storia dell’ossrvazione del cosmo,  il Campo profondo di Hubble. La più profonda immagine dell’universo mai raccolta nello spettro della luce visibile, che ci ha permesso di guardare indietro nel tempo di oltre 13 miliardi di anni.

Immaginate ora cosa avrebbero potuto fare Hubble, i suoi tecnici e gli scienziati che lo hanno concepito e sviluppato, se in fase di progettazione avessero avuto a disposizione la tecnologia di oggi.

In questo senso cresce l’attesa per il potentissimo e ultracostoso “James Webb Space Telescope”. Dopo tanti ritardi e 9 miliardi di dollari spesi (finora), il più grande e potente telescopio spaziale mai costruito dovrebbe essere sulla rampa di lancio nel 2020, dovrebbe perchè ha gia accumulato due anni di ritardi. Il lancio era stato fissato in un primo momento nel 2018, poi l’anno seguente e infine, si spera, nel 2020 dovrebbe stupire il mondo ancora di più del suo predecessore Hubble.

A bordo del Webb sarà montata la Near Infrared Camera( strumento di imaging primario) una camera infrarossa che osserverà nell’intervallo di lunghezze d’onda compreso fra 0,6  e 5 micron.

La NIRCam è dotata di coronografi, dispositivi capaci di bloccare la luce di una sorgente brillante centrale per evidenziare sorgenti deboli prossime a questa, come accade per esempio nel caso di pianeti orbitanti attorno a stelle vicine. Nello stesso intervallo di lunghezze d’onda della NIRCam lavorerà anche il Near Infrared Spectrograph (NIRSpec), uno spettrometro infrarosso di tecnologia avanzatissima. Questo sarà infatti dotato di “microshutters”, otturatori che si aprono e chiudono per mezzo di campi elettromagnetici e che permetteranno di analizzare circa 100 oggetti astronomici contemporaneamente, realizzando così spettrografia multi-oggetto.

Ma come si elaborano tutte queste immagini e la quantità spropositata di dati che il telescopio acquisirà?

La risposta sono i software ultramoderni realizzati per Il JWST e sopratutto organizzazione e pianificazione. I progetti vengono programmati in anticipo e ufficializzati entro i primi due anni di attività del telescopio. Ogni ciclo  viene definito attraverso l’Astronomer’s Proposal Tool (APT) un pacchetto software messo a disposizione della comunità astronomica per presentare in peer review le proposte per il JWST, nel rispetto delle policy a protezione di ricerche già effettuate.  Queste osservazioni studieranno i pianeti solari esterni, la fascia di Kuiper, le prime galassie e i pianeti extrasolari. I satelliti naturali Europa ed Encelado saranno tra gli obiettivi del primo ciclo di osservazioni.

Poiché il primo ciclo di indagini è stato riservato ai ricercatori direttamente coinvolti nello sviluppo del telescopio e i dati delle ricerche non dovrebbero essere resi pubblici entro i primi tre anni, la comunità astronomica ha sollecitato e ottenuto un programma di ricerche che si sovrapporrà al primo ciclo. Questo programma, chiamato Early Release Science (ERS) avrà circa il 10% del tempo disponibile del Webb, circa 460 ore.

Attendiamo fiduciosi il 2020 sperando di essere nuovamente stupiti dalla bellezza delle immagini dell’Universo primordiale.

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