15 giugno 2018

Internet of things: la riscossa degli oggetti intelligenti

Benvenuti nell’epoca degli oggetti intelligenti.

Nel 1999 Kevin Ashton utilizzò per la prima volta il termine Internet of Things. In questa sua definizione, Asthon, ipotizzava un sistema in cui gli oggetti del mondo reale potessero essere connessi alla rete Internet, in modo da raccogliere e scambiarsi informazioni tra di loro.

Oggi, dopo quasi vent’anni dalla definizione di Ashton, l’Internet of Things è diventato una realtà consolidata, presente in ogni ambito della vita quotidiana.  Questo cambiamento ha avuto una portata così epocale, al punto da essersi guadagnato il significativo appellativo di Quarta Rivoluzione Industriale. Tale cambiamento porterà alla nascita di modelli, strategie e paradigmi nuovi: la cosiddetta Industria 4.0.

I semplici oggetti della vita quotidiana, saranno capaci di connettersi alla rete, in modo da poter essere comandati anche a distanza, o, in modo più innovativo potranno interagire tra di loro scambiandosi informazioni e, grazie a tecniche di machine learning, basate sui dati che vengono scambiati, gli oggetti potranno essere dotati di una propria intelligenza e, di conseguenza prenderanno le proprie decisioni.

Per comprendere a fondo l’essenza e la comodità dell’Internet of Things, è necessario capirne il funzionamento e, soprattutto, bisogna rendersi conto che l’internet delle cose è molto più vicino di quanto possiamo pensare.

Prendere un oggetto tradizionale ed installarvi dei rilevatori capaci di acquisire preziose informazioni sull’ambiente circostante o sul suo utilizzo, per esempio, è soltanto una parte del concetto di internet of things.

A questa capacità degli oggetti di raccogliere dati, quindi, va aggiunta la possibilità di trasmetterli via internet ad un software o applicazione in grado di processarli e di restituire all’utente nozioni importanti.

L’obiettivo è di ottenere in maniera facile il monitoraggio di qualsiasi attività desiderata, sfruttando l’oggetto intelligente dedicato allo scopo, ma anche di semplificare il controllo a distanza ed incentivare l’automazione, anche in ambito domestico.

Per chi facesse ancora fatica a vedere l’IoT come parte della propria vita, ecco qualche semplice esempio di internet of things: l’internet delle cose ormai si trova ovunque, nel braccialetto intelligente che ci aiuta a tenerci in forma, nell’assistente digitale domestico, nei sensori ambientali e territoriali che rilevano parametri sullo stato dell’ambiente, ma anche nei moderni sistemi di videosorveglianza, negli smartwatch o nei termostati intelligenti.

Insomma, qualsiasi cosa possa essere connessa online, ed identificabile mediante indirizzo IP, può essere considerata un prodotto dell’IoT.

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