Contrader per DMW TeleAR

Al traguardo il progetto da 2 milioni di euro per la riabilitazione degli arti inferiori a distanza

Con un investimento complessivo di quasi 2 milioni di euro, di cui 1,3 milioni finanziati dall’Unione Europea, si è conclusa la partecipazione di Contrader a DMW TeleAR: un’iniziativa ambiziosa che ha portato l’innovazione digitale nel settore della riabilitazione ortopedica attraverso l’uso di sensori avanzati.

Tecnologia digitale al servizio dei pazienti

Il progetto ha portato allo sviluppo di un ecosistema digitale integrato composto da sensori wearable non invasivi, una piattaforma cloud e un’app mobile dedicata. Strumenti concepiti per consentire il monitoraggio degli arti inferiori, la personalizzazione delle terapie e il supporto a pazienti anziani, persone in recupero post-operatorio o affette da patologie neurodegenerative.

Tre componenti per un sistema innovativo

DMW TeleAR integra tre elementi chiave per offrire un approccio digitale alla riabilitazione degli arti inferiori, attraverso:

  • Dispositivi wearable: sensori indossabili dotati di accelerometro triassiale, giroscopio e sensori di pressione per il monitoraggio dei movimenti degli arti inferiori durante le attività riabilitative.
  • Piattaforma cloud: sistema concepito per consentire ai professionisti sanitari di gestire “cliniche virtuali”, monitorare i pazienti e personalizzare i percorsi terapeutici.
  • App mobile: un’interfaccia intuitiva che permette ai pazienti di seguire i piani riabilitativi, comunicare con i terapisti e fornire feedback sui propri progressi.

La forza della collaborazione


Il progetto è stato sostenuto dal Digital Innovation Hub di Confartigianato Imprese Caserta e dal programma POR CAMPANIA FESR 2014-2020, con la partecipazione di partner di rilievo del territorio. Tra questi, CeRICT s.c.r.l., organismo di ricerca che riunisce le sette università pubbliche campane e il CNR, che ha affiancato Contrader con attività di consulenza scientifica e validazione delle soluzioni sviluppate. Una collaborazione che ha confermato la capacità del territorio campano di fare rete tra ricerca, innovazione e impresa, generando valore per il tessuto produttivo e per la comunità.

Antonio Salvati, responsabile del Digital Innovation Hub Caserta, ha messo in rilievo l’importanza della sfida digitale:

“In questo 2023 e nel prossimo anno, la sfida della digital business transformation sarà più complessa, sia perché bisognerà far fronte alla maggiore richiesta di competenze da parte delle risorse umane, sia perché sarà necessario implementare le infrastrutture tecnologiche per ottenere il massimo dalle soluzioni digitali. Più complessa ma non meno necessaria perché la digital shift, la svolta digitale, tanto aspettata, e forse anche un po’ temuta, è ormai una realtà”.

I risultati raggiunti

Il progetto ha consentito di sviluppare soluzioni che in prospettiva potranno contribuire a migliorare la qualità dei servizi sanitari grazie a:

  • Monitoraggio oggettivo: raccolta di dati precisi sui movimenti per superare le limitazioni delle valutazioni soggettive tradizionali.
  • Terapie personalizzate: adattamento dei piani terapeutici in base ai dati raccolti dai pazienti.
  • Maggiore accessibilità: riduzione delle barriere geografiche nella riabilitazione specialistica.
  • Efficienza del sistema: ottimizzazione dei tempi di recupero e riduzione dei costi sanitari.

L’impatto per il territorio

Dodici mesi di lavoro hanno trasformato un’idea in un ecosistema digitale innovativo che ha contribuito a posizionare Contrader e la Campania tra le realtà all’avanguardia nell’innovazione sanitaria digitale. Un percorso reso possibile da una rete di competenze locali che ha gettato le basi per soluzioni più accessibili, inclusive e vicine ai bisogni reali dei pazienti.